Guardare con occhi nuovi: viaggio nell’inclusione all’IC Di Matteo

Dove ogni differenza diventa bellezza

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C’è un giorno, ogni anno, in cui la scuola si ferma un istante per imparare a guardare davvero. È la Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo, e all’Istituto Comprensivo “Di Matteo” non è stata solo una ricorrenza, ma un viaggio collettivo dentro la bellezza delle differenze.

I corridoi, le aule, gli ingressi dei plessi si sono trasformati in spazi vivi, attraversati da colori, suoni, silenzi e parole nuove. Ogni ordine di scuola ha partecipato con il proprio linguaggio, costruendo un mosaico educativo intenso e profondamente umano.

I più piccoli, della scuola dell’infanzia e delle classi prime e seconde della primaria, hanno dato forma alla loro idea di inclusione con la delicatezza che solo i bambini sanno avere. Attraverso storie di “sguardi diversi” e mani immerse nei colori, hanno creato un grande “Prato delle Sfumature”: fiori di carta unici, ciascuno con un petalo speciale, simbolo di ciò che rende ogni bambino irripetibile. All’ingresso dei plessi è nato così un giardino collettivo, semplice e potente, capace di dire senza parole che la diversità non è distanza, ma armonia.

Gli alunni delle classi terze, quarte e quinte della primaria hanno invece intrapreso un percorso più immersivo, quasi un cambio di prospettiva. Hanno guardato, ascoltato, percepito “in modo diverso”, entrando in contatto con esperienze sensoriali nuove. La “valigia sensoriale” ha portato in aula luci, suoni, superfici e profumi capaci di sorprendere, a volte spiazzare, certamente far riflettere. Da questa esperienza è nato un piccolo ma prezioso “Vademecum della gentilezza sensoriale”: regole semplici, scritte dai bambini, per rendere la scuola un luogo più accogliente per tutti. Perché l’inclusione, hanno scoperto, si costruisce anche abbassando la voce, rispettando uno spazio, aspettando il tempo dell’altro.

I ragazzi della scuola secondaria di primo grado hanno affrontato il tema con uno sguardo ancora più consapevole e critico. Attraverso cortometraggi, dibattiti e confronti, hanno ribaltato la domanda: non più “cosa manca a chi è diverso?”, ma “cosa manca all’ambiente per essere davvero inclusivo?”. È nata così una riflessione matura sull’idea di “ambiente abilitante”, capace di accogliere e valorizzare ogni funzionamento. E non si sono fermati alle parole: hanno trasformato pensieri e idee in podcast e video-interviste, dando voce a una generazione che vuole comprendere, spiegare, abbattere stereotipi.

In tutta la scuola si è respirata un’aria diversa. Non quella delle grandi occasioni formali, ma quella più autentica delle scoperte che restano. Perché, tra un fiore di carta e una cuffia silenziosa, tra una luce improvvisa e una parola gentile, gli alunni hanno imparato qualcosa che non si trova nei libri: che ogni persona è un modo unico di stare al mondo.

E forse è proprio questo il senso più profondo della giornata: non insegnare cos’è l’autismo, ma imparare a riconoscere l’umanità nelle sue infinite sfumature. Come in un giardino, dove nessun fiore è fuori posto, e tutti, insieme, fanno bellezza.

Nota informativa I.C.Di Matteo

La Docente Vicaria

Maria Daria Calderone