Questa mattina l’Aula Magna dell’Istituto Comprensivo “Di Matteo” si è trasformata in un luogo di riflessione profonda e partecipata. Un incontro dedicato al tema della mafia e della mafiosità, pensato per offrire agli studenti non solo informazioni, ma soprattutto strumenti critici per riconoscere e contrastare le dinamiche culturali che alimentano il malaffare.
L’evento si è aperto con le parole della Dirigente Scolastica, tratte dal documento introduttivo dell’incontro: «Oggi la nostra scuola ferma la sua normale attività didattica per fare spazio a un esercizio necessario: la memoria». Un invito a comprendere che la legalità non è un concetto astratto, ma un impegno quotidiano che riguarda tutti.
A portare il saluto dell’Amministrazione comunale è stata l’Assessore alla Pubblica Istruzione Rosalia Ventimiglia, che ha espresso apprezzamento per l’iniziativa e per la maturità dimostrata dagli studenti.
Molto coinvolgenti gli interventi dei relatori, che hanno saputo intrecciare competenza professionale e sensibilità educativa: l’avv. Rocco Chinnici, la cui presenza è stata definita «un ponte vivente con l’eredità del magistrato Rocco Chinnici» e l’avvocato Luigi Varotta, che ha guidato gli studenti nella comprensione del confine sottile tra legalità e mafiosità, quel modo di agire fatto di silenzi, favori e complicità quotidiane.
I relatori si sono complimentati con gli alunni per la serietà della partecipazione, la qualità delle domande e l’attenzione dimostrata durante tutta la mattinata. Uno dei momenti più significativi è stato il brainstorming guidato dall’Avv. Chinnici: un’occasione per far emergere pensieri, dubbi, emozioni e soprattutto la capacità degli studenti di riconoscere e nominare ciò che di negativo la mafia rappresenta.
I ragazzi hanno saputo creare un clima autentico, libero, coraggioso. Hanno parlato di paura, di ingiustizia, di violenza, ma anche di speranza, di responsabilità e di futuro. Un esercizio di cittadinanza attiva che ha dato senso profondo all’intero incontro.
La mattinata si è conclusa con un finale carico di emozione e responsabilità: la lettura e interpretazione, da parte degli alunni, di frasi e pensieri appartenenti alle vittime delle mafie.
Gli studenti hanno dato voce a parole che ancora oggi rappresentano un monito e un’eredità morale. Le loro interpretazioni hanno trasformato l’Aula Magna in uno spazio di silenzio attento e di profonda partecipazione emotiva.
Attraverso quelle frasi — scelte tra testimonianze e dichiarazioni di chi ha pagato con la vita la difesa della legalità — i ragazzi hanno compiuto un gesto di memoria attiva, restituendo dignità e forza a chi non può più parlare. Un momento che ha commosso gli ospiti e che ha reso evidente quanto la scuola possa essere un presidio di legalità e consapevolezza.
L’iniziativa si inserisce nel percorso educativo che l’Istituto “Di Matteo” porta avanti da anni, convinto che la lotta alla mafia passi prima di tutto dalla cultura, dalla consapevolezza e dalla capacità di scegliere ogni giorno la strada della giustizia.
«Parlare di mafia a scuola non è un atto formale. Significa imparare a riconoscere le infiltrazioni del malaffare nelle piccole scelte di ogni giorno».
L’incontro di oggi ha lasciato un segno profondo, confermando ancora una volta il ruolo fondamentale della scuola come luogo di crescita civile e di resistenza culturale. Gli studenti, protagonisti attivi e consapevoli, hanno dimostrato che la memoria non è un rito, ma un impegno che si rinnova.
Nota informativa I.C. “Di Matteo”
La Docente Vicaria
Maria Daria Calderone

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